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CERVELLO, STORIA DELLA COMPLEMENTARITA' E CAPOEIRA
Gli esperimenti eseguiti su soggetti normali e pazienti callosotomizzati e/o commissurotomizzati hanno dimostrato che i due emisferi cerebrali, sebbene abbiano molte delle funzioni di base identiche (visione, audizione, controllo motorio ecc.) sono differenti in certe capacità cognitive e metodi di elaborazione delle informazioni. L’emisfero sinistro possiede, nella maggior parte dei soggetti, i centri del linguaggio e controlla la parte destra del corpo. Le capacità dell’emisfero sinistro sono focalizzate su ciò che è concreto, tangibile, visibile, misurabile; analizza le parti dell’insieme (analitico) cerca di determinare la relazione causa-effetto tra di loro, invece di considerare il quadro completo delle interazioni. La forma di processamento dell’emisfero sinistro è alla base del metodo sperimentale e dell’osservazione scientifica.
L’emisfero destro è considerato muto ma è superiore al sinistro in prove che richiedono delle abilità visuo-spaziale. Funziona in base ad immagini e configurazioni invece che di parole. L’emisfero destro è intuitivo, emotivo ed il suo modo di elaborare l’informazione gli permette di concepire l’insieme, la totalità (olistico). Usa le metafore come metodo di comparazione invece delle misure.
Questo quadro di specializzazione emisferica non è assoluto, nel senso che le capacità ed il modo di funzionare di un emisfero sono anche presenti in quello opposto ma in tono certamente minore. L’emisfero destro ha delle elementari capacità linguistiche nel senso che, può produrre e capire alcune parole molto familiari; inoltre, apporta la prosodia che è la parte emotiva ed affettiva della comunicazione linguistica. L’emisfero sinistro, d’altro canto, dimostra di avere certe capacità percettivo-spaziali.
I meccanismi neurali delle forme di processamento dei due emisferi sono, con tutta probabilità, parzialmente determinate dal codice genetico ma sono anche intensamente influenzate dall’esperienza socio educativa durante l’infanzia e l’adolescenza. L’impostazione educativa e l’insieme dei valori culturali della nostra civiltà occidentale favoriscono le capacità cognitive dell’emisfero sinistro. La comunicazione linguistica, la razionalità, le capacità analitiche, l’essere attivo estroverso e logico, sono attributi considerati accettabili, migliori ed utili per il vivere sociale, economico e culturale della società occidentale. Certamente sono considerate più importanti dell’intuizione, l’emozione, la visione olistica dei problemi, la recettività, la riflessione, che sono mediate dall’emisfero destro.
Questo predominio sinistro si vede anche in molti aspetti del nostro modo di vivere. Il metodo scientifico viene considerato da molti come l’unico sistema per arrivare alla conoscenza; difatti si cerca di risolvere scientificamente i problemi personali o sociali. La pressione educativa viene concentrata sulle materie scientifiche, tecniche e in quelle umanistiche che sviluppino capacità analitico logiche. Le materie artistiche e creative sono insegnate in un tono minore. Infine, il successo economico personale e del gruppo sociale sono considerati di primaria importanza e mete da esibire per cui la necessità di essere attivi, analitici, logici, competitivi, razionali ecc.
Un’altra caratteristica della cultura occidentale è la tendenza a concepire la realtà in base ad opposte dualità: maschile-femminile, mente-corpo, bene-male, sinistra-destra, amore-odio scienza-religione ecc.
La scienza moderna ci propone una visione della realtà fisica molto simile a quella delle filosofie orientali, in cui, la concezione degli opposti viene sostituita dal principio di complementarietà per cui, per esempio, il maschile (yang) si complementa con il femminile (yin), la mente con il corpo, lo spirito con la carne ecc. La fisica delle particelle atomiche e subatomiche, di cui è costituita la materia e il mondo, ci propone una visione in cui il tempo e lo spazio sono un continuo, materia ed energia sono intercambiabili, vi è una mutua interazione. Quando le funzioni dei due emisferi cerebrali si manifestano ad un alto livello ed inoltre vi è una perfetta complementarietà tra di esse, appare il genio: Leonardo, Einstein ecc.
In questo contesto, le funzioni dei due emisferi cerebrali, non dovrebbero essere opposte ma complementarsi ed integrarsi per generare un comportamento intellettuale, sociale più ricco, equilibrato e creativo. L’arte della capoeira, per diversi motivi, può essere un mezzo per stimolare uno sviluppo equilibrato delle differenti capacità funzionali dei due emisferi, ovvero, per ristabilire un’attività equilibrata delle funzioni cerebrali.
In primo luogo nel gioco della capoeira comporta, senza sensibili differenze, l’uso della parte destra e della parte sinistra del corpo, in altre parole, si deve essere in grado d’eseguire i movimenti sia verso destra sia verso sinistra, ad esempio, l’aù (la ruota) deve essere effettuata con la stessa destrezza sia verso destra, appoggiando al suolo per prima la mano destra, sia verso sinistra appoggiando al suolo per prima la mano sinistra; inoltre, si ricorda che la ginga, il movimento base della capoeira, è un movimento continuo alternato di guardia destra e guardia sinistra.
In secondo luogo, la capoeira è musica, cioè si canta e si suonano strumenti musicali, quindi si stimola la creatività e la coordinazione tra due differenti attività psicomotorie, come la manualità e la verbalizzazione, soprattutto, la parte emotiva ed affettiva della comunicazione linguistica: la prosodia.
Inoltre, la capoeira richiede, un continuo confronto nello tra due persone. quindi stimola le abilità visuo-spaziali e percettivo spaziali (come l’equilibrio); così come le capacità intuitive (durante il gioco) e le capacità analitiche (prima, ma soprattutto dopo il gioco).
Infine, dato che l’impostazione educativa e l’insieme dei valori culturali della nostra civiltà occidentale favoriscono le capacità cognitive dell’emisfero sinistro, l’arte della capoeira può operare a vantaggio di uno sviluppo equilibrato delle funzioni cerebrali. Come abbiamo visto la capoeira angola comprende abilità in diversi ambiti, ossia bisogna essere in grado di giocare, suonare e cantare. Quindi l’apprendimento viene articolato seguendo la distinzione fatta.
L’apprendimento della capoeira angola, nelle sue fasi iniziali prevede diversi obiettivi, un primo obiettivo è quello dell’ acquisizione di un livello tonicità fisica adeguata e un miglioramento significativo delle capacità psicomotorie, queste sono condizioni necessarie per ottenere, oltre un’ottima elasticità muscolare, un’adeguata forza e resistenza per essere in grado di compiere i movimenti in modo corretto ed evitare conseguenze negative come slogature, distorsioni, stiramenti muscolari, contusioni ecc.; altro obiettivo è l’acquisizione di una percezione motoria necessaria per svolgere in modo adeguato i particolari e inconsueti movimenti in cui sono coinvolti tutti i muscoli del corpo e ciò implica abilità visuo-spaziali, percettivo-spaziali e la capacità di autocontrollo motorio; infatti, oltre alla danza e la lotta, bisogna acquisire la capacità cantare mentre si suona uno strumento, cioè si deve acquisire l’abilità di svolgere contemporaneamente due differenti compiti in cui sono coinvolti parti differenti del corpo;
In generale nelle sessioni di allenamento una parte degli esercizi consiste nell’esecuzione ripetuta di una serie di movimenti “semplici” in modo che siano resi sciolti ed elastici ed integrati successivamente con altri movimenti “semplici” in modo da rendere le ripetizioni sempre più complesse e articolate; un altro obiettivo è la socializzazione al gruppo, di fatto la capoeira è un’attività di gruppo le cui prestazioni dipendono dalla capacità di svolgere in modo coordinato diversi compiti in cui sono impegnati i partecipanti – in una roda di capoeira il numero minimo dei partecipanti è 10, due giocano e otto suonano gli strumenti e cantano, ma possono parteciparvi anche trenta quaranta, cinquanta, finché c’è spazio sufficiente – la stessa attività di apprendimento e un’attività di gruppo effettuata in modo coordinato.
Per i principianti più giovani, cioè i bambini e gli adolescenti, l’obiettivo della socializzazione al gruppo avviene innanzitutto attraverso attività creative, come la costruzione degli strumenti musicali. Implicitamente si tratta di stimolare il consenso e l’aggregazione, la comprensione e l’armonia tra i bambini. Qui è importante la figura del formatore-animatore deve essere in grado anche di trasmettere come valori caratteristiche quali il rispetto delle persone, l’autocontrollo ovvero la pazienza all’interno del gioco della capoeira sono presenti norme che indicano ciò che è apprezzabile e ciò che non lo è, queste hanno a che fare con il rispetto delle persone come il saluto al compagno quando si inizia e quando si termina il gioco, oppure la cautela nell’eseguire i movimenti per non recar danno ai compagni, la comunicazione linguistica, le capacità analitiche e quelle creative, la visione olistica dei problemi e l’essere attivo estroverso e logico.
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